La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) rappresenta oggi una delle principali sfide di salute pubblica a livello globale, interessando il 5-10% delle donne in età riproduttiva.
Risulta sempre più evidente la necessità di affrontare questa complessa condizione endocrino-metabolica attraverso una visione integrata e complementare.
La PCOS come condizione sistemica
Molte ricerche convergono nel sottolineare che la PCOS non è una patologia esclusivamente ginecologica, bensì una condizione multifattoriale caratterizzata da un network patogenetico interconnesso: insulino-resistenza, iperandrogenismo e infiammazione cronica di basso grado. Queste alterazioni non si limitano a compromettere la funzione riproduttiva – con infertilità che colpisce fino all’80% dei casi – ma predispongono a rischi cardiometabolici a lungo termine, in particolare al diabete mellito di tipo 2.
La genetica gioca un ruolo fondamentale, con oltre 200 geni candidati identificati, ma l’espressione fenotipica è fortemente modulata da fattori ambientali, in particolare dieta e stile di vita. L’aumento della prevalenza della PCOS in Cina negli ultimi dieci anni è stato parzialmente attribuito proprio ai rapidi cambiamenti negli stili di vita e alla diffusione dell’obesità.
La teoria delle costituzioni della MTC: un ponte tra tradizione e scienza moderna
Il lavoro di ricerca del prof. Wang Qi1 introduce un approccio innovativo basato sulla teoria delle costituzioni della MTC.
Secondo questo modello, ogni individuo possiede una costituzione determinata da fattori innati e acquisiti, classificabile in nove tipologie distinte. Queste costituzioni presentano differenze significative a livello di polimorfismi genetici (SNP), profili metabolici e composizione del microbiota intestinale. In particolare, la costituzione “flegma-umidità” è stata associata a geni sovra-regolati (COPS8, GNPDA1, CD52, ARPC3), a un indice di massa corporea elevato, a livelli aumentati di trigliceridi e di colestenone – un biomarcatore ossidativo del colesterolo.
È interessante notare che i tratti clinici e biochimici dei fenotipi A e C della PCOS (secondo i criteri di Rotterdam) si sovrappongono parzialmente a quelli delle costituzioni “flegma-umidità” e “stasi di sangue”. Questa osservazione suggerisce che la regolazione della costituzione individuale – attraverso interventi dietetici o formule fitoterapiche o trattamenti di agopuntura – potrebbe offrire un beneficio clinico nella gestione della PCOS e dell’infertilità associata.
A supporto di questa ipotesi, studi preliminari hanno dimostrato che la “formula di condizionamento della costituzione flegma-umidità” può ridurre significativamente BMI, trigliceridi, LDL e il punteggio costituzionale stesso.
Un elemento particolarmente innovativo è rappresentato dallo studio di Wu et al., che ha integrato dati clinici, genomici, metabolomici e sindromi della MTC mediante tecniche di machine learning. I ricercatori hanno identificato varianti genetiche (ZNF438 e REC114) e firme metaboliche (fenilalanina e acido arachidonico) associate alla mancata risposta all’induzione dell’ovulazione in pazienti con PCOS. Queste firme si allineano rispettivamente con le costituzioni “flegma-umidità” e “stasi di sangue”, fornendo una base scientifica per collegare i concetti tradizionali della MTC con la biologia molecolare moderna.
Strategie nutrizionali e nutraceutiche di precisione
Il secondo documento2 enfatizza la necessità di superare approcci standardizzati a favore di strategie personalizzate, basate su varianti clinico-metaboliche, priorità terapeutiche e sostenibilità a lungo termine. Le linee guida internazionali più recenti (2023-2024) ribadiscono il ruolo centrale dello stile di vita e della gestione del peso come primo livello di intervento.
Modelli nutrizionali con elevata densità di micronutrienti, prevalenza di carboidrati complessi ricchi in fibre, controllo del carico glicemico e riduzione di alimenti ad alto indice insulinico figurano tra le strategie più efficaci nel migliorare il controllo metabolico.
Sul piano nutraceutico, gli inositoli (myo- e D-chiro-inositolo) restano tra i composti più studiati nella PCOS, con evidenze recenti che ne confermano il buon profilo di efficacia e sicurezza: migliorano la sensibilità insulinica, la regolarità mestruale e l’assetto ormonale, configurandosi come alternativa o complemento alla metformina. L’associazione con acido alfa-lipoico, grazie alle proprietà insulino-sensibilizzanti e antiossidanti, può offrire un supporto aggiuntivo con potenziale effetto sinergico sulla funzione ovarica e sul profilo metabolico.
Tra i composti emergenti, l’astaxantina – un carotenoide marino ad azione antiossidante e antinfiammatoria – è oggetto di prime review che ne suggeriscono un potenziale ruolo nella riduzione dello stress ossidativo e nel miglioramento dell’outcome follicolare nei cicli di riproduzione assistita, verosimilmente attraverso la modulazione dello stress del reticolo endoplasmatico e di mediatori pro-infiammatori quali TNF-α e IL-6.
Un contributo particolarmente innovativo riguarda l’integrazione di biomarcatori funzionali emergenti, quali acido urico e microbiota intestinale, accanto ai marker tradizionali (assetto glicemico-insulinico, profilo lipidico e ormonale). Questi parametri possono orientare una nutrizione di precisione, consentendo una personalizzazione più efficace dell’intervento dietetico.
Verso un approccio integrato e personalizzato
La traiettoria nella gestione della PCOS si orienta sempre più verso un approccio integrato: dietetica solida, valutazione metabolica ampia, nutraceutica mirata con obiettivi misurabili e follow-up strutturato, all’interno di una prospettiva di genere che riconosca la complessità biologica femminile.
La regolazione della costituzione secondo la MTC può influenzare la PCOS a più livelli – stimolando la follicologenesi, alleviando l’iperandrogenismo e migliorando la resistenza all’insulina – ed è generalmente ben tollerata.
Tuttavia, permangono sfide importanti: la quantificazione e standardizzazione della classificazione costituzionale, la riproducibilità dei trattamenti individualizzati e la necessità di chiarire i meccanismi d’azione mediante approcci biologici moderni.
Studi randomizzati controllati di ampia scala, disegni metodologici rigorosi e approcci multi-omici integrati saranno essenziali per consolidare le evidenze e definire linee guida per l’uso routinario di questi approcci nella pratica clinica.
In conclusione, la convergenza tra teoria delle costituzioni della MTC e strategie nutrizionali personalizzate rappresenta una prospettiva promettente per trasformare la gestione della PCOS da un approccio sintomatico a una medicina di precisione, preventiva e partecipativa, con l’obiettivo di migliorare non solo l’out-come clinico ma anche la qualità di vita delle pazienti.
Riferimenti
1. Wang Qi. Applying TCM Constitution Theory to Infertility via Omics
2. S. La Badessa. Ovaio policistico
