Questa ricerca presenta uno studio che riporta l’esperienza clinica su due pazienti maschi, con l’obiettivo di esplorare un’alternativa non chirurgica per le apnee ostruttive del sonno (OSAS).
Le apnee ostruttive del sonno rappresentano la principale causa di disturbi respiratori del sonno negli adulti ed è caratterizzata dal collasso intermittente delle vie aeree superiori durante il sonno, dovuto al rilassamento dei muscoli estrinseci della lingua e del collo anteriore.
I sintomi tipici includono russamento, cessazioni transitorie della respirazione e sonnolenza diurna eccessiva. Nella medicina occidentale, le opzioni terapeutiche principali comprendono: dispositivi di avanzamento mandibolare (MAD), macchine a pressione positiva continua delle vie aeree (CPAP), stimolazione delle vie aeree superiori (UAS) mediante impianto chirurgico, e chirurgia di avanzamento maxillo-mandibolare (MMA).
Sebbene efficaci, queste terapie presentano potenziali effetti collaterali significativi, tra cui disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare, edema facciale, rischio infettivo, danni nervosi e alterazioni estetiche.
In questo contesto, l’agopuntura tradizionale offre un’alternativa promettente. Studi precedenti hanno dimostrato che la stimolazione degli agopunti mandibolari, in particolare CV23 (Lian Quan) ed Ex-HN21 (Shang Lian Quan), può migliorare i sintomi delle apnee ostruttive del sonno.
Gli autori di questo studio hanno ulteriormente innovato il protocollo introducendo due nuovi punti, denominati CV23-S ed Ex-HN21-S, posizionati bilateralmente a 1,27 cm (0,5 pollici) di distanza laterale rispetto ai punti tradizionali. Questa modifica mira a ottenere una stimolazione muscolare più mirata e simmetrica dei muscoli coinvolti nel mantenimento della pervietà delle vie aeree.
Caso clinico 1: Paziente di 55 anni
Il primo caso riguarda un uomo caucasico di 55 anni, diagnosticato con apnee ostruttive del sonno e in trattamento con CPAP. Sebbene il dispositivo riducesse i sintomi notturni, il paziente lamentava un importante effetto collaterale: gonfiore facciale mattutino. Alla valutazione iniziale, presentava lingua con colorazione violacea e patina spessa gialla, e polso teso, configurando una diagnosi di medicina tradizionale cinese di “deficit di Qi del polmone con invasione di umidità”.
Il protocollo terapeutico prevedeva quattro sessioni di agopuntura a giorni alterni nell’arco di una settimana. Nella prima seduta furono utilizzati gli agopunti (PC6, LU7, LI4, ST36, ST40, SP6, KI6, LI20, GV20 e CV23) senza stimolazione elettrica. Già dopo questo primo trattamento, il paziente riferì un miglioramento della qualità del sonno (da “scarsa” a “discreta”) e un aumento del sonno ininterrotto da 3 a 5 ore per notte, interrompendo l’uso del CPAP e risolvendo il gonfiore facciale.
Nella seconda seduta fu introdotta la stimolazione elettrica sui punti CV23 ed Ex-HN21, con ulteriori miglioramenti soggettivi. Nelle sedute terza e quarta, il protocollo fu ulteriormente affinato utilizzando i nuovi punti CV23-S ed Ex-HN21-S bilateralmente (quattro aghi totali) con stimolazione elettrica. Al termine del ciclo, il paziente riportò una qualità del sonno “buona” e 8 ore di sonno ininterrotto, mantenendo l’interruzione del CPAP e l’assenza di effetti collaterali.
Caso clinico 2: Paziente di 26 anni
Il secondo caso riguarda un uomo asiatico di 26 anni, con diagnosi pregressa di apnee ostruttive del sonno, che lamentava eccessiva sonnolenza diurna, fame e russamento. Il paziente stava valutando un intervento chirurgico per impianto di dispositivo UAS e cercava nell’agopuntura un’ultima alternativa prima della chirurgia.
Il trattamento prevedeva l’utilizzo esclusivo dei punti CV23-S ed Ex-HN21-S bilateralmente con stimolazione elettrica. Il percorso terapeutico si è articolato in quattro “cicli” nell’arco di 10 mesi, per un totale di 24 sedute. Nel primo ciclo, il paziente ricevette trattamenti quotidiani di 30 minuti per 8 giorni consecutivi, con miglioramento sintomatico durato circa 22 giorni. Nei cicli successivi, la frequenza delle sedute fu ridotta progressivamente mentre la durata fu aumentata (fino a 50 minuti), ottenendo periodi di beneficio sintomatico variabili tra 14 e 28 giorni, con una media di circa 22 giorni.
Il paziente fu successivamente perso al follow-up.
Meccanismo d’azione e innovazioni del protocollo
L’innovazione principale dello studio risiede nella definizione dei punti CV23-S ed Ex-HN21-S. Il CV23-S viene inserito nel muscolo genioioideo superficiale e nel muscolo genioglosso profondo; l’Ex-HN21-S raggiunge il ventre anteriore del muscolo digastrico superficialmente e il genioglosso in profondità. La stimolazione elettrica bilaterale su questi punti mira ad attivare in modo simmetrico i muscoli estrinseci della lingua e del collo anteriore, aumentandone il tono muscolare e migliorando la pervietà delle vie aeree. Questo approccio affronta direttamente la fisiopatologia dell’apnea ostruttiva del sonno, ovvero il collasso delle vie aeree per rilassamento muscolare.
Rispetto alle terapie convenzionali, l’agopuntura con stimolazione elettrica su CV23-S ed Ex-HN21-S presenta diversi vantaggi: semplicità di esecuzione, minimi rischi infettivi, costi contenuti, assenza di effetti collaterali significativi (come disturbi temporo-mandibolari, edema facciale o alterazioni asimmetriche), e intervalli di beneficio sintomatico relativamente lunghi (circa 3 settimane). Inoltre, la stimolazione bilaterale simmetrica evita il rischio di ipertrofia muscolare unilaterale, potenziale effetto di terapie che stimolano solo un lato.
Conclusioni e prospettive
Gli autori concludono che l’agopuntura con stimolazione elettrica sui punti CV23-S ed Ex-HN21-S bilateralmente rappresenta un’opzione terapeutica promettente per le apnee ostruttive del sonno, in grado di fornire un sollievo sintomatico efficace e duraturo circa tre settimane per ciclo di trattamento.
Il protocollo è minimamente invasivo, non richiede stimolazione quotidiana, è economicamente accessibile e presenta un profilo di sicurezza favorevole.
In sintesi, questa relazione contribuisce all’esplorazione di approcci integrativi proponendo un’alternativa non farmacologica e non chirurgica che merita ulteriore investigazione scientifica. In un’epoca in cui la personalizzazione delle cure e la riduzione degli effetti collaterali sono priorità cliniche, protocolli come quello descritto potrebbero trovare un ruolo complementare nella gestione multidisciplinare dei disturbi del sonno.
Shang-Jin Shi et al. (2026) Acupuncture with Electrical Stimulation on Lian Quan-S (CV23-S) and Shang Lian Quan-S (Ex-HN21-S) Treats Obstructive Sleep Apnea Syndrome: Two Case Reports.
