Ear with acupuncture needles inserted and red wave patterns indicating pain or nerve activity

Case Study: Agopuntura per trattamento dell’Acufene

Tecnica di agopuntura ad “ago singolo attraverso più agopunti” (TE21-SI19-GB2 e GB3-SI19)

La relazione presentata da Ekofitranto e collaboratori (2026) descrive un innovativo protocollo di trattamento di agopuntura per il trattamento dell’acufene soggettivo, basato sulla tecnica “ago singolo attraverso più agopunti” (single needle through multiple points-SNMP), applicata sui punti TE21, SI19, GB2 e GB3.

Si tratta di un caso clinico che documenta il percorso terapeutico di un paziente di 45 anni affetto da acufene bilaterale e ipoacusia moderata all’orecchio sinistro.

Contesto clinico e razionale del trattamento

L’acufene è definito come la percezione di suoni in assenza di stimoli acustici esterni o fonti fisiche identificabili. Rappresenta una condizione estremamente diffusa: circa il 10-15% della popolazione generale ne fa esperienza, con una prevalenza maggiore negli uomini e negli anziani. L’acufene soggettivo colpisce oltre 600 milioni di persone nel mondo e può manifestarsi con diverse qualità sonore – ronzii, fischi, clic, sibili – spesso associati a disturbi dell’udito, traumi cranici, disfunzioni vascolari o problemi dell’articolazione temporo-mandibolare.

La fisiopatologia dell’acufene rimane complessa e non completamente chiarita. Attualmente si ritiene che derivi da un’attività elettrica endogena nella corteccia uditiva, frequentemente correlata a disturbi uditivi periferici e a un’attività neurologica anomala a livello sottocorticale, con coinvolgimento del sistema limbico e delle associazioni emotive legate alla memoria uditiva. Lo stress cronico, attraverso la modulazione del cortisolo e della plasticità sinaptica ippocampale, può esacerbare i sintomi.

Le opzioni terapeutiche convenzionali includono desensibilizzazione acustica, terapia cognitivo-comportamentale, stimolazione magnetica transcranica, mascheramento sonoro e trattamenti farmacologici (sedativi, anticonvulsivanti).

Tuttavia, molti di questi approcci presentano effetti collaterali significativi e nessuno ha dimostrato risultati clinici costantemente promettenti. In questo contesto, l’agopuntura emerge come alternativa minimamente invasiva, sicura e potenzialmente efficace, specialmente negli acufeni con trigger somatici.

Caso clinico e protocollo terapeutico

Il paziente, un uomo di 45 anni, riferiva un acufene bilaterale caratterizzato da un rumore sordo, associato a ridotta percezione uditiva all’orecchio sinistro, con esordio improvviso un anno prima della valutazione. L’esame audiometrico confermava un’ipoacusia moderata a sinistra, mentre il Tinnitus Handicap Inventory (THI) assegnava un punteggio di 34, indicativo di acufene lieve.

Il trattamento di agopuntura è stato eseguito due volte a settimana per 12 sedute, utilizzando aghi filiformi sterili monouso (0,25 × 25 mm e 0,25 × 40 mm).

I punti selezionati includevano TE21, SI19, GB2, GB3, TE17 (locali), LI4 e KI3 (distali), trattati bilateralmente. L’innovazione principale risiede nell’applicazione della tecnica SNMP: un singolo ago penetra sequenzialmente attraverso TE21-SI19-GB2, mentre un secondo ago connette GB3 a SI19. Gli aghi venivano inseriti con un angolo di 15-30 gradi a una profondità di 3-4 mm, stimolati manualmente fino alla sensazione di “de qi” e mantenuti in sede per 20 minuti.

Risultati e follow-up

Dopo 12 sedute e un follow-up di due mesi, il paziente riferiva la completa risoluzione dell’acufene. Il punteggio THI si riduceva da 34 a 0, indicando l’assenza di handicap correlato, mentre l’audiometria di controllo mostrava un ritorno alla normalità dell’udito in entrambe le orecchie. È interessante notare che durante la quinta seduta si era osservato un lieve aumento transitorio del THI, correlato a un recente viaggio in aereo, suggerendo che l’esposizione a rumori intensi possa temporaneamente esacerbare i sintomi. Tuttavia, il miglioramento audiometrico complessivo confermava l’efficacia del trattamento.

Meccanismi d’azione proposti

Gli autori discutono diversi meccanismi neurofisiologici attraverso i quali l’agopuntura potrebbe esercitare effetti benefici nell’acufene. La stimolazione dei punti locali nell’area pre-tragale attiva un complesso neurovascolare ricco di branche arteriose (temporale superficiale) e nervose (grande auricolare, auricolotemporale, facciale), con potenziali effetti sulla microcircolazione cocleare, sulla diffusione ematica e sul recupero funzionale delle cellule ciliate. Studi di spettroscopia funzionale nel vicino infrarosso hanno dimostrato che la puntura di questi punti aumenta la concentrazione di emoglobina ossigenata nel lobo temporale e attiva la corteccia uditiva.

A livello centrale, la stimolazione dei punti distali (LI4, KI3) modula l’attività delle aree uditive corticali attraverso il complesso ipotalamo-ipofisario, favorendo il rilascio di neurotrasmettitori come serotonina, ossitocina ed endorfine, con effetti fisiologici e psicologici positivi. Inoltre, l’agopuntura sembra influenzare positivamente il bilancio tra neurotrasmettitori eccitatori e inibitori: riducendo i livelli di glutammato (coinvolto nelle scariche neuronali spontanee tipiche dell’acufene) e potenziando l’attività del GABA, particolarmente con l’elettroagopuntura ad alta frequenza.

Un ulteriore meccanismo proposto riguarda la modulazione dell’ossido nitrico e dello stress ossidativo.

Studi preliminari hanno rilevato livelli ridotti di ossido nitrico e L-ornitina in pazienti con acufene acuto, associati a disfunzione endoteliale e microcircolatoria nell’orecchio interno; l’agopuntura potrebbe correggere questi squilibri, migliorando la perfusione tissutale.

Vantaggi della tecnica SNMP

La tecnica “single needle through multiple points” offre diversi vantaggi pratici e terapeutici. Riducendo il numero di aghi e di inserzioni necessarie, minimizza il dolore associato alla puntura e migliora il comfort del paziente. Contemporaneamente, stimola un volume maggiore di recettori sensoriali tissutali, potenziando l’intensità e la specificità dello stimolo terapeutico. L’approccio bilaterale e simmetrico evita il rischio di ipertrofia muscolare unilaterale, potenziale effetto di stimolazioni asimmetriche.

Conclusioni e prospettive

Questo caso clinico suggerisce che l’agopuntura con tecnica SNMP sui punti TE21-SI19-GB2 e GB3-SI19 bilateralmente possa rappresentare un’opzione terapeutica efficace e sicura per l’acufene soggettivo, particolarmente in pazienti non responsivi alle terapie convenzionali o con controindicazioni farmacologiche. I benefici osservati – risoluzione sintomatica, miglioramento audiometrico, assenza di effetti avversi – supportano l’ulteriore investigazione di questo protocollo.

Tuttavia, gli autori sottolineano i limiti intrinseci di un report di caso singolo: assenza di gruppo di controllo, campione ridotto, follow-up limitato e impossibilità di generalizzare i risultati. Sono necessari trial pragmatici randomizzati di ampia scala per confermare efficacia e sicurezza, definire parametri ottimali di stimolazione (frequenza, intensità, durata), e confrontare la SNMP con altre modalità agopunturali o con le terapie standard.

In sintesi, questa relazione contribuisce all’esplorazione di approcci integrativi per l’acufene, proponendo una tecnica innovativa che combina precisione anatomica, minimizzazione del disagio e potenziale efficacia clinica.

In un’epoca in cui la personalizzazione delle cure e la riduzione degli effetti collaterali sono priorità cliniche, protocolli come quello descritto potrebbero trovare un ruolo complementare nella gestione multidisciplinare dei disturbi uditivi cronici.

Riferimenti:

Rudy Ekofitranto, et al. Acupuncture Therapy in Tinnitus Using Single Needle ThroughMultiple Points Technique TE21-SI19-GB2 and GB3-SI19:A Case Report. Medical Acupuncture 2025, DOI: 10.1177/19336586251363176

Un pensiero su “Case Study: Agopuntura per trattamento dell’Acufene

Lascia un commento