Patient receiving neck acupuncture treatment from a practitioner in medical office

Efficacia dell’Agopuntura nella Radioterapia per Pazienti Oncologici

L’agopuntura si sta affermando come una promettente terapia integrativa per gestire le tossicità indotte dalla radioterapia.

Riportiamo qui una rassegna accademica che esplora l’integrazione dell’agopuntura come terapia complementare per mitigare gli effetti collaterali della radioterapia nei pazienti oncologici dove viene evidenziato come questa pratica millenaria possa alleviare diversi effetti collaterali, sia acuti che tardivi, migliorando significativamente la qualità della vita dei pazienti e favorendone la sopravvivenza.

Gestione della Xerostomia e della stanchezza

Benefici rilevanti sono stati riscontrati nella gestione di nausea, vomito, dolore cronico e mucosite orale. Le prove scientifiche più robuste riguardano il trattamento della xerostomia (secchezza delle fauci) nei pazienti con tumori testa-collo, dove l’agopuntura si è dimostrata superiore alle cure standard.

La Xerostomia infatti, colpisce circa il 50% dei pazienti trattati con radioterapia per tumori della testa e del collo.

Efficacia del protocollo: Un ampio studio multicentrico randomizzato (Cohen et al., 2024) ha confermato che l’agopuntura “vera” è significativamente più efficace sia dell’agopuntura simulata (sham) che dell’igiene orale standard nel ridurre i sintomi riportati dai pazienti.

Benefici: Il trattamento aiuta a migliorare i punteggi relativi alla secchezza, facilitando funzioni compromesse come parlare, masticare e deglutire. Grazie a questi risultati, l’integrazione dell’agopuntura nella cura di routine per i sopravvissuti a tumori testa-collo è fortemente supportata dalla letteratura scientifica.

Oltre alla Xerostomia, vi sono raccomandazioni crescenti per l’utilizzo dell’agopuntura per la stanchezza (fatica).

Stanchezza post-radioterapia (Cancer-Related Fatigue – CRF): La stanchezza legata al cancro colpisce fino all’80% dei pazienti in terapia e persiste nel 30-40% dei sopravvissuti. Si distingue dalla normale stanchezza perché è un senso di esaurimento soggettivo e persistente che non viene alleviato dal riposo.

Protocolli suggeriti dalla ricerca: Negli studi clinici analizzati, i pazienti sono stati trattati con sessioni di agopuntura una o due volte a settimana per una durata totale di 6 settimane (corrispondente alla durata del trattamento radioterapico).

Linee guida e supporto: Le linee guida del National Comprehensive Cancer Network (NCCN) raccomandano l’agopuntura come intervento non farmacologico per la fatica, sia durante che dopo il trattamento attivo. Sebbene alcuni studi minori non abbiano ancora raggiunto la significatività statistica a causa delle dimensioni limitate dei campioni, i dati mostrano una tendenza al miglioramento dei livelli di fatica, della qualità della vita e della depressione.

Approccio combinato: Per una gestione ottimale della stanchezza, le fonti suggeriscono di abbinare l’agopuntura all’attività fisica (le linee guida suggeriscono 150 minuti di esercizio moderato a settimana) e all’educazione del paziente.

Conclusioni

L’agopuntura presenta un eccellente profilo di sicurezza, senza interazioni farmacologiche, il che è fondamentale per chi segue protocolli oncologici attivi.

Gli effetti collaterali sono rari e lievi (es. piccoli ematomi o dolore transitorio nel sito di inserimento). È essenziale che il trattamento sia eseguito da professionisti qualificati che utilizzino tecniche sterili e previo screening di fattori di rischio come disturbi della coagulazione.

Riferimenti :

Len de la Cruz et al. Integrating Acupuncture in Radiation Therapy and Survivorship. Seminars in Radiation Oncology. https://doi.org/10.1016/j.semradonc.2026.151029

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