Benefici dell’Agopuntura nel Deterioramento Cognitivo Oncologico

L’agopuntura ha dimostrato di poter dare un utile apporto anche quando si inserisce nel campo dell’oncologia integrata come opzione di supporto per migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Il deterioramento cognitivo correlato al cancro (spesso definito come cancer-related cognitive impairment o “chemo-brain”) è una condizione caratterizzata da difficoltà di memoria, attenzione e concentrazione.

Effetti del trattamento di agopuntura

Attualmente, l’efficacia dell’agopuntura per questo specifico sintomo è oggetto di studi clinici. Il trattamento di agopuntura infatti non cura la disfunzione cognitiva in sé, ma agisce positivamente sui fattori secondari che peggiorano le funzioni mentali dei pazienti.

Infatti essa stimola risposte neurofisiologiche che modulano i neurotrasmettitori e riducono lo stress sistemico e questo si riflette su diversi disturbi correlati:

  • Fatigue (stanchezza cronica): contrasta la fatica fisica e mentale, liberando risorse cognitive
  • Disturbi del sonno: riduce l’insonnia nei sopravvissuti al cancro, migliorando la lucidità diurna
  • Ansia e stress: allevia gli stati emotivi alterati che riducono la capacità di concentrazione

Il trattamento viene applicato attraverso sessioni personalizzate di agopuntura: gli agopunti selezionati in genere variano in base alla combinazione di sintomi del paziente. Il percorso va comunque preferibilmente concordato e coordinato con il proprio team oncologico curante, anche se il trattamento è generalmente sicuro se effettuato da medici abilitati e non esistono controindicazioni di rilievo.

Il trattamento di agopuntura del deterioramento cognitivo correlato al cancro o meno, si basa su protocolli mirati a regolare il flusso del Qi (energia vitale) e del sangue, nutrire il sistema nervoso centrale e calmare la mente (Shen).

Gli studi clinici contemporanei utilizzano spesso combinazioni di metodiche diverse: agopuntura somatica, auricolare, elettroagopuntura, craniopuntura, ecc.

I trattamenti non mirano solo alla memoria, ma agiscono su base sistemica seguendo tre principi terapeutici clinici fondamentali:

  • Tonificazione e nutrimento: Ricostituire l’energia corporea fortemente debilitata dai farmaci chemioterapici, migliorando l’ossigenazione dei tessuti e riducendo la fatigue neuro-cognitiva.
  • Riduzione dell’infiammazione: Studi scientifici recenti dimostrano che l’agopuntura riduce le citochine infiammatorie responsabili del danno cognitivo transitorio.
  • Modulazione delle attività mentali (Shen): Alleviare gli stati di ansia, rimuginio e nebbia mentale che bloccano le funzioni esecutive (attenzione, multitasking).

Gli agopunti selezionati, ovvero quelli più frequentemente impiegati nei protocolli di ricerca internazionali per contrastare il deterioramento cognitivo sono:

Azione diretta sul sistema nervoso e sulla memoria:

  • Baihui (GV 20) per migliorare la concentrazione, la memoria e contrastare i deficit cognitivi
  • Yintang (EX-HN3): per l’azione calmante sullo stress emotivo, riduce il rimuginio mentale e favorisce la chiarezza di pensiero
  • Sishencong (EX-HN1): utilizzato per trattare demenza, cefalea, perdita di memoria, ecc.

Azione sistemica, emotiva e immunitaria:

  • Zusanli (ST 36): per contrastare stanchezza cronica (fatigue) e supportare la produzione di energia e sangue
  • Hegu (LI 4): per muovere l’energia e liberare i meridiani che portano nutrimento alla mente
  • Shenmen (HT 7): per calmare la mente, ridurre l’ansia e migliorare la qualità del sonno (fattori chiave che influenzano la lucidità cognitiva diurna)
  • Neiguan (PC 6)
  • Taichong (LR 3): per ridurre irritabilità e sensazione di confusione mentale.

La ricerca

La ricerca sistematica di Hao Zhang, che stiamo riportando qui, parla specificatamente del deterioramento cognitivo correlato al cancro (CRCI), conseguenza diffusa e clinicamente significativa che riduce notevolmente la qualità della vita.

Gli autori hanno effettuato una ricerca sistematica in otto database, dalla loro creazione fino al 1° febbraio 2025, per individuare gli studi clinici randomizzati controllati (RCT) su adulti con deterioramento cognitivo correlato al cancro che confrontassero l’agopuntura con interventi di controllo (ad es. cure convenzionali, agopuntura simulata e altre terapie attive).

Il rischio di bias/errori è stato valutato utilizzando lo strumento Cochrane (v1). Le meta-analisi sono state eseguite con RevMan 5.3. La certezza delle prove è stata valutata con il framework GRADE.

Analisi di sottogruppo predefinite hanno esplorato l’eterogeneità in base alla modalità di agopuntura, alla durata del trattamento, alla fase del trattamento oncologico e al tipo di tumore.

Risultati e conclusioni

Sono stati inclusi 44 studi clinici randomizzati controllati.

Rispetto al trattamento convenzionale, l’agopuntura ha migliorato significativamente i punteggi del Mini-Mental State Examination (MMSE), i punteggi del Montreal Cognitive Assessment (MoCA) e ha ridotto l’incidenza della disfunzione cognitiva postoperatoria (POCD).

Rispetto all’agopuntura simulata (SHAM), l’agopuntura ha migliorato i punteggi del MMSE e del MoCA sebbene quest’ultimo risultato fosse impreciso.

L’agopuntura non ha dimostrato alcun beneficio significativo per la sottoscala cognitiva del questionario EORTC QLQ-CQC (European Organization for Research and Treatment of Cancer Quality of Life Questionnaire Core 30) rispetto all’agopuntura simulata o ad altre terapie attive.

Le analisi dei sottogruppi hanno identificato la durata del trattamento, la modalità di agopuntura e il tipo di tumore come principali fonti di eterogeneità.

Le conclusioni hanno evidenziato che l’agopuntura può migliorare la funzione cognitiva globale e ridurre l’incidenza della disfunzione cognitiva post-operatoria nei pazienti con deterioramento cognitivo correlato al cancro.

Tuttavia, il profilo di sicurezza richiede ulteriori conferme.

Riferimenti

Hao Zhang et al. Acupuncture for Cancer-Related Cognitive Impairment: A Systematic Review and Meta-Analysis.Journal of Integ.&Compl.Med. – https://doi.org/10.1177/27683605261436293Abstract

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