Agopuntura e Oncologia

Come l’agopuntura può contribuire nel trattamento di pazienti oncologici?

L’agopuntura ha una storia molto antica ed è conosciuta in occidente in particolare per la sua marcata efficacia nel trattamento del dolore, ma quale è il suo possibile contributo in oncologia?

La medicina cinese, conosceva questo tipo di patologia fin dai tempi remoti e aveva cercato di contrastarla lavorando sulla prevenzione e trattandola con molteplici strumenti.

Essendo però questa una patologia estremamente complessa e articolata, richiede in parallelo delle cure che siano altrettanto complesse e articolate.

Agopuntura integrata

A livello internazionale si è visto che l’integrazione della medicina cinese e della biomedicina occidentale migliora a lungo termine l’efficacia terapeutica in questa malattia.

Si utilizza quindi la medicina cinese a fianco di chirurgia, radioterapia, chemioterapia e immunoterapia in una strategia di trattamento globale nell’intento di migliore le possibilità di recupero del paziente.

Non solo in Cina, ma in tutto l’occidente, in particolare nei maggiori ospedali americani e inglesi, si sta lavorando in questo campo e utilizzando la medicina cinese, e soprattutto l’agopuntura per il trattamento degli effetti collaterali della chemio e radioterapia (nausea, vomito, scarso appetito, diarrea, distensione addominale, ecc.)

In generale, possiamo dire che l’agopuntura – moxibustione può essere utilizzata per migliorare le condizioni del paziente (stato d’animo, forza, appetito, qualità del sonno), per migliorare i valori dell’emocromo (quindi la capacità di reazione del paziente), e per ridurre altri effetti collaterali (diarree, secchezza delle fauci, scottature ecc.).

Quando si interviene?

Il trattamento di agopuntura può venire usato non solo all’inizio, nella prima fase della lotta contro questa malattia, ma anche nei periodi nei quali si eseguono solo controlli e durante la fase di remissione. I trattamenti mirano tendenzialmente al riequilibrio psicofisico della persona intervenendo oltre che con l’agopuntura-moxibustione anche con la dietoterapia, ginnastiche terapeutiche e fitoterapia.

Questa strategia si è dimostrata efficace anche per pazienti oncologici in diversi stadi della malattia, da quelli in fase intermedia a quelli in fase avanzata, per alleviare le loro sofferenze, aumentando la qualità della vita, e riducendo il tasso di recidive e metastasi.

Cosa facciamo concretamente presso il nostro ambulatorio?

Dopo una visita preliminare per prendere in carico il paziente e inquadrare quale è la sua situazione fisica ed emozionale e quali potrebbero essere o sono gli effetti su di lui del trattamento oncologico, proponiamo un percorso che si esplicherà in un ciclo di sedute di agopuntura-moxibustione, e dall’altro in una serie di interventi che vedranno l’azione attiva direttamente del paziente.

L’obiettivo comune è rafforzare il paziente e combattere gli effetti indesiderati della terapia oncologica.

Quando agire?

Il trattamento da parte dei sanitari può essere fatto nelle diverse fasi:

  • prima e dopo gli interventi chirurgici
  • prima, durante e dopo la chemio e radioterapia per prevenire e contrastare gli effetti collaterali.

Importante la partecipazione attiva del paziente

Nella nostra esperienza in questi anni abbiamo lavorato con un’azione di supporto in particolare in pazienti con neoplasie mammarie durate il percorso chemioterapico, radioterapico ecc.

Anche l’apporto dei pazienti che include la loro partecipazione attiva (o quella dei familiari) a supporto del trattamenti di agopuntura, può essere fatto nelle diverse fasi: con applicazione con regole di vita e dietoterapiche , esercizi di qigong, applicazione della moxibustione su specifici agopunti per migliorare le condizioni generali, automassaggio, ecc. che il paziente potrà gestire per proprio conto.

Attraverso questo tipo di approccio si acquisisce una visione d’insieme del paziente e non solo della sua malattia e ciò permette di svolgere un’azione di supporto generale utile per affrontare al meglio questa malattia difficile.

Dott.ssa Speronello Maria Rosa

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